I POSTI DI MIO PAPÀ

Promenade di Merano
Giorni strani, il tempo di un battito del cuore e la nostra vita è cambiata... per sempre.
Cammino, vago per la mia città, Merano, con i miei due cani, una città deserta, stranamente deserta, ma con la primavera che inconscia di tutto, bussa comunque alla nostra porta.
E così tre settimane fa, quel maledetto battito di cuore, ti ha strappato via dalle nostre vite.
Una calma apparente, un silenzio assordante,  un abbraccio incredulo, una risata triste e malinconica, un frullato di emozioni, sensazioni contrastanti tra loro. È la vita e mio papà lo ripeteva sempre, questa è l'unica vera certezza che abbiamo, quella che il nostro viaggio ha una fine.
Amici, parenti e colleghi, da tutt'Italia, ci hanno accolto tra le loro braccia e ci hanno stretto forte ed è proprio attraverso loro che voglio raccontarvi dei posti di mio papà.
Un viaggio della speranza, l'attraversata dell'Italia, che poi non abbiamo mai preso in considerazione chi da Merano, deve arrivare fino in Sicilia. Tutto sommato a noi è andata anche bene, visto che dovevamo fermarci in Campania, ci separavano solo circa 850 km. Immaginate una famiglia con due bambini, successivamente con la presenza costante anche del nostro adorato cagnolino, in una Passat del 1992, blu scura, con il bagagliaio pieno fino al tettuccio, impossibile vedere fuori dallo specchietto retrovisore, borse frigo, valigie, boccacci vuoti, damigiane vuote, ziti dell'olio vuoti e chissà che altro. Notte fonda, la chiamata di mio papà Sveglia dobbiamo andare! Io e mio fratello, mezzi assonnati, ci vestivamo, prendevamo i nostri zainetti, o giochi che potevano servirci durante l'attraversata e salivamo in macchina, mio papà metteva i suoi CD, la musica nei nostri viaggi era una costante. Siamo cresciuti a pane, diciamo pure a frittata di spaghetti e canzoni anni '60-'70 qualcuna anche degli anni '80. Che bei ricordi! Pronti partenza via! Salutate le nostre montagne si apriva davanti a noi la Pianura Padana. Avevamo le nostre usanze, sopra il Po si parlava esclusivamente italiano, ma appena superato il fiume, il dialetto prendeva il sopravvento! Soprattutto quando io e mio fratello eravamo cresciuti e abbiamo iniziato a capirlo e a parlarlo. L'A22, l'A1, gli Appennini, la chiesa dell'Autostrada dedicata a San Giovanni Battista, la cupola di Santa Maria del Fiore a Firenze, la madonnina a Orte, Roma, manca poco ed eccolo lì, il nostra casello: Caserta Sud. Siamo praticamente arrivati!
Napoli, il Vesuvio, l'acquedotto Carolino, il Taburno, Moiano. Ed è proprio qui dove tutto è nato. Mio papà cantava spesso Dice che era un bell'uomo e veniva, veniva da Moiano... facendo il verso a Lucio Dalla. Il suo paese, un chiodo fisso nella sua testa, dove è cresciuto e dove voleva scappare ogni volta che ne aveva la possibilità. Un po' come me, adesso, che sono lontana da Merano, ogni occasione è buona per tornarci.
A 16 anni è partito per l'Accademia Militare a Viterbo, poi l'anno mandato in Friuli a Chiusaforte. Nel 1976, un terremoto molto forte ha colpito l'intera regione e non solo, e lui era lì, ad aiutare, essendo un militare e un artificiere. Stessa cosa nel 1980, durante il terremoto nell'Irpinia. Ha raccontato spesso di quei giorni, aneddoti con annesse fotografie. Alcune storie le avrò sentite molte volte, ma la verità è che non mi stancavano mai. Anzi, provavo ad immedesimarmi in lui, in quello che aveva visto, in quello che faceva, ero sempre molto contenta quando raccontava del suo passato!
Anche quando ha fatto il viaggio in elicottero a doppia elica, mi avrà detto il nome mille volte, ma non mi è restato in testa, dalla Sardegna alla Toscana, se ricordo bene, non immagino mio papà sull'elicottero, non l'ho manco mai visto prendere un aereo, anzi a stento prendere un treno... figuriamoci l'elicottero, con i vuoti d'aria e il mare sotto ai piedi. Lui che non andava mai più avanti di dove toccava con l'alluce! Eppure era lì!
Oppure quando ha fatto il corso roccia e il corso sci, di quando è stato sul Monte Bianco o a Courmayeur. Amici di una vita che in questi giorni non hanno fatto altro che raccontarmi di mio papà, di quando erano giovani, di quello che combinavano, mi hanno mandato fotografie e io non posso fare altro che sorridere con tutto il cuore.
Poi arriva la svolta, immaginate un campano, che è stato per un po' di anni in Friuli e  in altre zone del Nord Italia, salire su un treno, direzione Bolzano, arrivare in stazione, scendere dal treno e sentire l'altoparlante parlare in tedesco, tutti spaventati perchè pensavano di esser finiti in Austria. Il disagio!
Da Bolzano poi è arrivato a Merano e siam tornati al punto di partenza. Qui è dove ho il maggior numero di ricordi, momenti di vita passati tutti insieme, di posti che mi ricordano e parlano di mio papà. La caserma F. Rossi, ad esempio, dove durante le vacanze da scuola andavamo a trovarlo, sapevano tutti di chi eravamo figli e noi ci sentivamo un po' a casa. Le domeniche pomeriggio con la bicicletta in mezzo ai meleti, rigorosamente quando non giocava il Napoli, se no non c'era per nessuno! Quella volta che mi hanno beccato a far sega a scuola e lo hanno chiamato per farmi venire a prendere. Me lo ricordo ancora, è arrivato con una faccia incazzata, non ha detto una parola, siamo andati dalla Preside che mi ha fatto il cazziatone, come era giusto, una volta usciti, ha riso e siamo andati a comprare un tavolo per mia mamma. La mia fortuna è che comunque andavo bene a scuola, poi non poteva dire nulla, con tutto quello che ha combinato lui a scuola, d'altronde sono figlia sua! La mia giustificazione!
Quella volta, in piazza Vittoria a Bolzano, partivo per trascorrere quattro mesi in Germania a scuola, lui e mia mamma mi avevano accompagnata al bus. Sorridevo perchè tutti piangevano, la disperazione di allontanarsi per così tanto tempo... noi tre, invece, ridevamo! Quando da piccoli andavamo a trovare mia zia a Fuorigrotta a Napoli, la famosa Passat blu scuro, parcheggiata sotto casa, ogni mezz'ora a turno, mio papà ci mandava in balcone a controllare se ci fosse ancora.  Oppure, ancora quando ci portava fuori a pranzo, quando veniva a vedermi agli spettacoli teatrali o alle gare di ginnastica artistica, anche se il colpo più forte lo ha accusato mio fratello, non ci sarà più chi urla contro un fallo subito alle sue partite di calcio, oppure che esulta con tutto il fiato che ha in corpo per la felicità del goal. Le volte che me lo ritrovavo inaspettatamente al binario del treno quando ritornavo a casa, le volte che pur di farmi restare a Merano mezz'ora in più, mi accompagnava in macchina fino alla stazione di Bolzano. Le volte che il sabato sera tornavo dopo l'orario concordato e non ho mai capito se non mi sentisse entrare o facesse finta di niente. Era un militare, abituato a dormire con un occhio aperto per ogni evenienza, ma comunque la risposta non me l'ha mai data! 
Mi ritorna alla mente l'ultima vacanza fatta tutti e cinque insieme, Viserba, tutti ci dicevano che l'acqua è brutta, la Riviera Romagnola, tanto snobbata. Si è vero l'acqua, magari non era delle migliori, ma per noi era comunque il paradiso. E in quell'ultima vacanza avevo espresso il desiderio di andare a vedere l'Italia in Miniatura. Che bella giornata! Veramente! Posti vari in Alto Adige, che lui ha girato, dove aveva i depositi munizioni, dove faceva fare esercitazione ai nuovi militari, ovunque ti giravi c'erano luoghi in cui lui era stato e che io, ora, riguardo immaginandolo.
E sempre a Merano si è fermata la sua vita e da qui non se ne andrà più, ma viaggerà, in tutt'Italia, in tutta l'Europa, nei ricordi delle persone che gli hanno voluto bene. 

Ciao Pappeli! 

Come lo chiamavo io!
 

Commenti

  1. Commento di Pacandrea:

    Che bel racconto, mi h preso e sinceramente ti invidio. Nato e cresciuto in una borgata di 19 persone e uscito solo per le ferie a Igea Marina la seconda quindicina di giugno. Ho anche altre esperienze di girovago per il mondo. Non ho mai guidato una passat chi sa che bella senza carico. Sai che ho sempre riso quando in autostrada incontravo o seguivo macchine del Sud stracariche fino a portare due pecore.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Senza carico era una bomba, ma anche con tutto il carico, soprattutto quando ritornavamo al Nord, non si è mai smentita! Ci credo, a volte lo abbiamo fatto anche noi!!! Perchè c'erano persone messe peggio di noi! Bei ricordi!!

      Elimina
  2. Sinceramente qui ci sto meglio Mi sento più a mio agio Grazie di essere passata da me ho ho memorizzato il tuo link così sarò sempre informato del tuo scrivere che piace assai esperienze lontane del mio vivere per questo mi arricchiscono buona quarantena

    RispondiElimina
  3. E' una bellissimo ricordo di tuo padre, questo che hai scritto. Traspare tutto l'affetto che vi legava, mi ha commosso.

    RispondiElimina
  4. Un bel post ricco di ricordi.
    Serena domenica.

    RispondiElimina
  5. Hai scritto un bellissimo post a ricordo di tuo pare. Una storia la vostra completamente diversa dalla mia. Io sono nata e cresciuta al nord e sono sempre vissuta qua, a parte le settimane di mare, d'estate , a Varazze. Ho incominciato a viaggiare quando avevo già compiuto vent'anni, prima per l'Italia, poi sempre più lontano. Mi spiace molto per tuo padre. Ci sono passata anch'io, infatti mio padre è morto il 16 marzo del 2019, un anno fa ! Era molto anziano, aveva 95 anni suonati ma l'affetto per lui era, comunque grande. Ti abbraccio forte, forte e ti saluto con affetto, anche se non ti conosco. Ciao

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche io ho iniziato a scoprire il mondo viaggiando con gli amici, all'età di 18 anni!! Ora ne ho 10 in più...e per fortuna ho una bella lista di posti visitati! ☺️
      Grazie mille del commento!! 💙

      Elimina
  6. Campano come me. Che bella persona è tuo padre. Ha fatto parte di quella squadra di angeli che ha aiutato il paese del mio di padre, quando ci fu la tragedia del terremoto in Irpinia. Hai scritto un bellissimo post, carico di quell'amore che sarà tuo tesoro per sempre. Abbi cura di te e dei ricordi.
    Buona domenica.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. I ricordi e le parole nessuno potrà mai portarceli via!!! 💙
      Buona domenica a te!!

      Elimina
  7. Innanzitutto un abbraccio.
    Beh, hai reso omaggio a tuo padre con un post bellissimo, tra ricordi dolci e nostalgia.
    Ognuno, ci credo, vuol tornare nei luoghi del cuore.
    Ognuno viaggia sempre, come può, anche coi ricordi.

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. È vero, si viaggia comunque, basta volerlo!
      Grazie mille! Un bellissimo complimento!

      Elimina
  8. Condoglianze vivissime, perdere un affetto così grande importante come un genitore è devastante e ci vuole davvero molto tempo perché si riesca a superare il lutto. Questo tenerissimo post , non solo bello e interessante, è colmo di ricordi meravigliosi che hai voluto condividere con tutti noi, grazie, il tuo papà è fiero di te. Ti abbraccio, sebbene oggi sia proibito.
    sinforosa

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per fortuna hanno inventato gli abbracci virtuali, quelli non hanno bisogno di precauzioni! Per fortuna!! Grazie mille!! Per fortuna ho ritrovato la scrittura, una valvola di sfogo!

      Elimina
  9. Molto bello questo racconto pieno di emozioni ancora più intense per il caro ricordo di tuo padre.
    Un abbraccio

    RispondiElimina
  10. Un gran bel ricordo!! Parole intense e cariche di amore!

    RispondiElimina
  11. Mi dispiace tanto. Ora che son passato di qui ho capito. Bello e delicato il tuo ricordo. So cosa significa e ti sono vicino. Un saluto a te.

    RispondiElimina
  12. Un post molto toccante, commovente. Mi spiace tantissimo per la tua perdita, permettimi, sia pure virtuale, un abbraccio sincero.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Almeno questo non ha bisogno di precauzioni! 💙

      Elimina
  13. Cara Barbara, scusa ma io ti chiamerò Barbara, il nome mi piace!!!ho visto che hai fatto un commento sul mio blog, s di questo ti ringrazio.Spero che tu possa ritornare e conoscere meglio questo vecchio che vuole stare con i giovani.Se ti posso consigliare, leggi il mio libro che troverai sulla destra del mio blog potrai conoscermi meglio!!!
    Avrei voluto mettermi tra i tuoi lettori ma vedo che non si può.
    Però metterò il tuo blog ne mio blog roll così saprò subito quando fai un nuovo post.
    Ciao e buona settimana con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso 

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille! Visto nel momento in cui siamo...ho il tempo per dedicarmi alla lettura!! ☺️ Grazie per avermi inserito sul tuo blog! ☺️

      Elimina
  14. Sono sinceramente dispiaciuta per la tua perdita, ma anche intenerita dall'affetto che intesse la storia che hai ricostruito. Credo sia dura essere figlia di un militare e dover affrontare ripetutamente lo sradicamento dal proprio ambiente di vita. Per i ragazzi poi è difficile rinunciare agli amici, ed alle proprie piccole sicurezze. Per farcela occorre una struttura familiare forte, ricca di relazioni ed affetti profondi e da quanto scrivi, mi sembra che tu l'abbia avuta: in questo puoi certamente considerarti fortunata.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mio papà ha viaggiato prima di metter su famiglia, io ho rivissuto i suoi spostamenti solo attraverso i suoi racconti! Per fortuna io sono nata e cresciuta a Merano, non ho dovuto cambiare scuole e fare nuove amicizie! 😉 E lo stesso viaggio, l'ho voluto raccontare in questo post! 😉

      Elimina
  15. Mi dispiace tantissimo. Posso capirti ho provato questo dolore tempo fa. Dalle tue parole si evince che è stato un uomo dai nobili sentimenti. Onore al Maresciallo. Sono di Fuorigrotta lato distinti dello stadio S. Paolo. Che bello leggere che quando passavate il "Rubicone" si parlava in dialetto pensa che qui ai ragazzi e ragazze che "accompagno" nelle uscite ho insegnato delle parole chiave in napoletano in modo tale di non essere compresi in caso di necessità come nel film "Windtalkers"dove si parlava però il Navajo.
    Anche mio padre quando giocava il Napoli non c'era per nessuno, d'altra parte anch'io sul mio casco ho la N stilizzata al centro del golfo.
    Forse l'elicottero si chiama CH-47 Chinook. Stai attenta non uscire se non è indispensabile...ma che dico già lo sai.
    Bello il cuoricino azzurro. Un abbraccio forte forte.
    FT

    RispondiElimina

Posta un commento

Non esitare, fammi sapere cosa ne pensi!